La tastiera
 
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Ogni cultura musicale impiega determinati insiemi di suoni e ne rigetta altri, secondo convenzioni che cambiano col tempo. Per poter eseguire nel modo più efficiente i suoni necessari vengono continuamente inventati, e spesso successivamente accantonati, strumenti musicali adatti allo scopo. Nell’ambito della nostra tradizione, molti strumenti sono stati costruiti adattandoli ad uno standard fissato parecchi secoli fa: quello della tastiera munita dei classici tasti bianchi e neri. Tra gli strumenti a tastiera ormai considerati antiquati possiamo ricordare il virginale, la spinetta e il clavicembalo. Oggigiorno impiegano quel tipo di tastiera il pianoforte, l’organo, la fisarmonica e una varietà davvero notevole di strumenti elettronici più o meno riconducibili alle categorie dei sintetizzatori e dei campionatori. Vale dunque la pena capire come è strutturato questo importantissimo mezzo di controllo.

Basata sui semitoni

Come appena osservato, ogni strumento viene progettato per essere adatto allo scopo per il quale si intende impiegarlo. La prima cosa da rilevare in merito alla tastiera standard è che i suoni si susseguono, tasto per tasto, procedendo dal grave all’acuto man mano che ci si sposta da sinistra a destra.

Memorizza questo primo enunciato:

Seduti di fronte a una tastiera, abbiamo verso sinistra i tasti che corrispondono ai suoni più gravi e verso destra quelli che corrispondono ai suoni più acuti.

Un’altra cosa che è importante notare è che ogni tasto emette un suono che è a un intervallo di un semitono da quello emesso dai tasti immediatamente vicini. Per la precisione, dato un certo tasto, quello immediatamente alla sua destra darà un suono un semitono più acuto, mentre quello immediatamente alla sua sinistra darà un suono un semitono più grave. Ad esempio, partendo dal tasto col pallino:

Memorizza questo secondo enunciato:

Tra i suoni che possiamo ottenere azionando i tasti immediatamente adiacenti d’una tastiera c’è un intervallo d’un semitono.

Modulare

La tastiera ha una struttura modulare, ed è costituita dalla ripetizione di gruppi di sette tasti bianchi e cinque tasti neri. I sette tasti bianchi corrispondono, nell’ordine, alle note do, re, mi, fa, sol, la, si. I cinque tasti neri si collocano tra i tasti del do e del re, del re e del mi, del fa e del sol, del sol e del la, del la e del si. I dodici tasti, presi nel loro insieme, costituiscono quel che si chiama totale cromatico.

Tastiere di estensione maggiore si ottengono semplicemente accostando tanti moduli di dodici tasti quanti ne servono. Ogni modulo prende il nome di ottava.

È facile notare che tutti i do finiscono per trovarsi prima d’una coppia di tasti neri e che tutti i fa finiscono per trovarsi prima d’un gruppo di tre tasti neri. Ricordarsene è il modo migliore per riuscire a riconoscere al volo il nome delle note generate da ciascun tasto.

Alterazioni

Date le posizioni delle note naturali è molto semplice scoprire quelle delle note alterate. Tieni presente che nel valutare gli spostamenti da fare sulla tastiera non ha nessuna importanza che i tasti siano bianchi o neri: quel che conta è la loro quantità e la direzione da prendere.

Diesis
Partendo dal tasto corrispondente alla nota naturale, ci si sposta di un tasto verso destra (bianco o nero che sia) per ottenere un suono di un semitono più acuto.

Bemolle
Partendo dal tasto corrispondente alla nota naturale, ci si sposta di un tasto verso sinistra (bianco o nero che sia) per ottenere un suono di un semitono più grave.

Doppio diesis
Partendo dal tasto corrispondente alla nota naturale, ci si sposta di due tasti verso destra, per ottenere un suono d’un tono più acuto (un tono = due semitoni). Anche in questo caso il colore dei tasti non ha importanza.

Doppio bemolle
Partendo dal tasto corrispondente alla nota naturale, ci si sposta di due tasti verso sinistra (bianchi o neri che siano), per ottenere un suono d’un tono più grave.

Bequadro
Il bequadro elimina le altre alterazioni, per cui ogni nota sottoposta all’effetto di un bequadro si esegue azionando il tasto corrispondente alla nota naturale, senza effettuare alcuno spostamento.

 
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