Il punto di valore
 
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Abbiamo studiato che la durata dei suoni viene rappresentata usando le figure di valore, e abbiamo memorizzato una serie di simboli che rappresentano valori legati tra loro da un rapporto di doppio e di metà, secondo la seguente serie:

Con le figure e le pause che corrispono a questi valori possiamo scrivere molta musica, ma le possibilità di scelta restano limitate. Per ampliare la gamma dei valori utilizzabili esistono segni che permettono di modificare il valore delle figure di base. Uno tra i più usati è il punto di valore, che ha l’aspetto di un puntino, e si colloca subito a destra e alla stessa altezza della nota o della pausa alla quale si riferisce.

Il valore di una nota col punto (detta anche nota puntata) corrisponde al valore della figura usata, aumentato della metà.

Il punto di valore aumenta il valore di una nota o di una pausa della metà del suo valore originale.

Come avrai già capito ci tocca ricorrere alla matematica, tirando in ballo le frazioni…

Primo esempio

Se in un brano trovi una nota col punto di valore, per prima cosa osserva la figura usata per disegnarla. La nota dell’esempio, senza il punto, sarebbe una nota da 2/4. Considera la metà di 2/4, cioè 1/4, e sommala al valore originale: 2/4+1/4 dà 3/4, che è il valore della nota da 2/4 col punto.

Sembra complicato, vero? Diventa più semplice se invece di ragionare usando i numeri ragioniamo usando i simboli musicali:

1. la nota originale, senza punto, vale 2/4
2. la nota che vale la metà di 2/4 vale 1/4
3. dunque, nel tempo occupato da una nota da 2/4 ci stanno due note da 1/4
4. I due valori di 1/4 “contenuti” nella nota da 2/4, più quello di 1/4 dovuto al punto, danno complessivamente 3/4

Procedendo in questo modo dovresti riuscire a cavartela in tutte le situazioni, anche in quelle apparentemente più complicate.

Secondo esempio

Questa volta la nota, senza il punto, sarebbe una nota da 4/4. Considera la metà di 4/4, cioè 2/4, e sommala al valore originale: 4/4+2/4 dà 3/2, che è il valore della nota da 4/4 col punto.

Dimostriamo la stessa cosa usando i simboli musicali:

1. la nota originale, senza punto, vale 4/4
2. la nota che vale la metà di 4/4 vale 2/4
3. dunque, nel tempo occupato da una nota da 4/4 ci stanno due note da 2/4
4. I due valori di 2/4 “contenuti” nella nota da 4/4, più quello di 2/4 dovuto al punto, danno complessivamente 6/4
5. Semplificando per due, da 6/4 si ricava 3/2 (che indica la stessa quantità).

Non sei ancora convinto? Vediamo un terzo esempio…

Terzo esempio

Senza il punto, questa sarebbe una nota da 1/4. La metà di 1/4 è 1/8. 1/4+1/8=3/8, cioè il valore della nota da 1/4 col punto.

Ragionando sui simboli musicali:

1. la nota originale, senza punto, vale 1/4
2. la nota che vale la metà di 1/4 vale 1/8
3. dunque, nel tempo occupato da una nota da 1/4 ci stanno due note da 1/8
4. I due valori di 1/8 “contenuti” nella nota da 1/4 più quello di 1/8 dovuto al punto, danno complessivamente 3/8

Se continui a sentirti confuso, tutto quello che posso fare è fornirti una tabella da imparare a memoria, nell’attesa che l’insegnante di matematica ti chiarisca le idee. In questa tabella trovi tutte le figure di valore che già dovresti conoscere e le rispettive pause, nella versione senza punto e col punto, abbinate alla frazione che ne indica il valore.

Un centro, tre punti!

Ad una nota possono essere affiancati fino a tre punti. Sono situazioni piuttosto rare, anche perché più punti ci sono, più la soluzione si fa cervellotica. In ogni caso, la regola è questa:

Se ad una nota sono abbinati più punti di valore, ogni punto aggiuntivo vale la metà del punto precedente.

Nella scuola che stai frequentando non ti capiterà probabilmente mai di incontrare una nota con più punti, per cui ti propongo solo un paio di esempi senza dilungarmi troppo.

Primo esempio: doppio punto di valore

La nota qui accanto, senza punti, varrebbe 2/4. Il primo punto aggiunge la metà del valore della nota, ovvero 1/4. Il secondo punto aggiunge la metà del valore del primo punto, ovvero 1/8. Sommando 2/4 a 1/4 e a 1/8 si ottiene 7/8.

Secondo esempio: triplo punto di valore

La nota, senza punti, varrebbe ancora e sempre 2/4. Il primo punto aggiunge la metà del valore della nota, ovvero 1/4. Il secondo punto aggiunge la metà del valore del primo punto, ovvero 1/8. Il terzo punto aggiunge la metà del valore del secondo punto, cioè 1/16. Sommando 2/4 a 1/4, a 1/8 e a 1/16 si ottiene (oltre al mal di testa) 15/16.

Per puro buon senso, i teorici hanno deciso che usare più di tre punti, anche se possibile, sarebbe inutilmente complicato e ci hanno cortesemente risparmiato il grattacapo. Li ringraziamo sentitamente.

 
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