La legatura di valore
 
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Oltre al punto di valore, esiste un altro simbolo molto usato per modificare il valore delle note: la legatura di valore. La legatura di valore si applica a coppie di note della stessa altezza ed ha l’aspetto di un archetto tracciato tra le teste delle note da unire. La curvatura dell’archetto può variare anche parecchio in relazione al contesto della pagina, ma è solitamente di questo tipo:

L’effetto della legatura di valore consiste nel fondere tra loro le due note che unisce, trasformandole in un’unica nota di valore pari alla somma dei valori delle due note legate. In altre parole:

La legatura di valore è un segno che unisce due note della stessa altezza, le quali finiscono così per indicare un unico suono di durata corrispondente alla somma dei valori delle note legate.

E ora… via con gli esempi!

Primo esempio

Se in un brano trovi delle note unite da una legatura di valore, per prima cosa osserva le figure usate per disegnarle. Nell’esempio, la prima nota è una nota da 2/4 e la seconda è una nota da 1/8. Sommando 2/4 con 1/8 otteniamo 5/8, ovvero il valore dal quale ricaveremo la durata da assegnare all’unico suono da eseguire.

Possiamo fare lo stesso ragionamento basandoci sui simboli musicali anziché sui numeri, senza che il risultato cambi.

1. La prima nota, vale 2/4.
2. La seconda nota vale 1/8.
3. Nel tempo occupato da una nota da 2/4 ci stanno esattamente due note da 1/4, ovvero quattro note da 1/8.
4. I quattro valori di 1/8 “contenuti” nella nota da 2/4 più quello di 1/8 della nota aggiunta con la legatura, danno complessivamente 5/8.

Secondo esempio

 
Questa volta le due note sono rispettivamente da 2/4 e da 1/4. Peccato che essendo di altezza diversa (uno è un fa, l’altro è un sol) non possano essere sommate tra loro, e che quindi in questo caso la legatura non sia una legatura di valore, ma una legatura d’altro tipo. Se non sei convinto, rileggi la definizione di legatura di valore che ti è stata fornita nel riquadro rosa poco sopra, ove si dice che «la legatura di valore unisce due note della stessa altezza». Un fa e un sol non sono della stessa altezza.

Terzo esempio

 
Le note di questo esempio valgono rispettivamente 1/32 e 1/4. Sommando 1/32 a 1/4 otteniamo un totale di 9/32.
 
 
 

1. La prima nota vale 1/32.
2. La seconda nota vale 1/4.
3. Nel tempo occupato da una nota da 1/4 ci stanno esattamente due note da 1/8, ovvero quattro note da 1/16, ovvero ben otto note da 1/32!
4. Il valore di 1/32 della prima nota più gli otto valori di 1/32 “contenuti” nella nota da 1/4 aggiunta con la legatura, danno complessivamente 9/32.

Quarto esempio

Ebbene sì, le legature di valore possono anche presentarsi “a catena”. Il procedimento non cambia di una virgola, però i calcoli possono diventare relativamente più complessi perché riguardano più frazioni contemporaneamente. Nel caso dell’esempio i valori da sommare tra loro sono tre, rispettivamente di 2/4, di 1/16 e di 1/8. Dai calcoli risulta che le tre note rappresentano un unico suono da eseguire con una durata complessiva corrispondente al valore di 11/16.

Passiamo alla solita dimostrazione con i simboli musicali.

1. La prima nota vale 2/4.
2. La seconda nota vale 1/16.
3. La terza nota vale 1/8.
4. Nel tempo occupato da una nota da 2/4 ci stanno esattamente due note da 1/4, ovvero quattro note da 1/8, ovvero otto note da 1/16.
5. Nel tempo occupato da una nota da 1/8 ci stanno esattamente due note da 1/16.
6. Gli otto valori di 1/16 “contenuti” nella prima nota, più quello della seconda, più i due valori di 1/16 “contenuti” nella terza, sommati tra loro per via della legatura danno complessivamente 11/16.
 
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