Traduttore italiano-golbonisi
un programma che non serve a nulla!
Indice

Cos’è?

Esistono programmi progettati specificamente per svolgere un’unica funzione di utilità generale. La categoria che raggruppa questi programmi, nel suo insieme, viene definita con un termine inglese: utility. Bene, il Traduttore italiano-golbonisi, per le sue caratteristiche, può rientrare a pieno titolo in una categoria opposta, che potremmo definire inutility. Infatti, come le utility, il Traduttore italiano-golbonisi svolge un’unica funzione, solo che quell’unica funzione non serve a nulla.

In poche parole, il programma traduce frasi dall’italiano a un linguaggio di fantasia chiamato golbonisi e, simmetricamente, traduce frasi dal golbonisi all’italiano.

Siccome nessuno al mondo parla o scrive in golbonisi, il traduttore non serve a niente se non a farsi qualche risata. Per chi si diverte con poco, ovviamente! :)

Come funziona?

Il funzionamento è così elementare da far sembrare perfino offensiva una spiegazione.

Il programma, all’avvio, presenta questa finestra:

Si inseriscono nel campo a sinistra le frasi da tradurre, scrivendole o incollandole dagli appunti di Windows, quindi si fa clic sul pulsante “Traduci”. Immediatamente, nel campo sulla destra compare la versione tradotta delle frasi inserite.

Se le frasi inserite sono in italiano, vengono tradotte in golbonisi; se sono in golbonisi, vengono tradotte in italiano.

Il funzionamento di base del traduttore è tutto qui. C’è però una funzione avanzata per gli smanettoni più incalliti…

Il pulsante “Modifica tavola di conversione…” dà accesso a questa ulteriore finestra:

La lunga serie dei simboli riportati rappresenta la tavola di conversione usata per passare da un “linguaggio” all’altro. Premendo il pulsante “Traduci”, la frase inserita nel campo di sinistra viene controllata lettera per lettera, e ciascuna lettera viene sostituita da quella corrispondente nella tabella. Un esempio dovrebbe chiarire meglio il procedimento.

Poniamo il caso che tu voglia “tradurre” la parola cane.

Il programma controlla la lettera c e la trova nella quinta colonna (in grigio), quarta riga. Il programma verifica che a quella casella grigia corrisponde, nella colonna subito a destra, una casella bianca contenente la lettera g. La cosa viene interpretata come “sostituisci la c con una g”.

Il programma passa quindi a controllare la lettera successiva nella parola da “tradurre”, la a, e la trova nella quinta colonna (in grigio), seconda riga. A quella casella grigia corrisponde, nella colonna subito a destra, una casella bianca contenente la lettera o. La cosa viene interpretata come “sostituisci la a con una o”.

Il procedimento esegue altri due passi del tutto simili, prendendo in considerazione prima la n, poi la e. Alla fine, la parola originale (cane) viene “tradotta” come goni, il corrispondente in golbonisi di cane.

Con lo stesso metodo, gelato verrebbe tradotto come ciroda, marmellata come molmirrodo, ferrovia come villafeo, e così via. Ì un blagiteminda simbregi, ghi buà sdlobboli quorghi lesodo o ghe se tefildi vogermindi. Blapopermindi, ro blemo gaso ghi fe fillò en mindi te blafoli ì “dlotulli” e name fasdla i tie fasdle omege, quente dima ghi bossilidi orri bolaroggi… Che mai vorrà dire tutto ciò? Be’, hai un traduttore, no? :)

Un momento! La tabella può essere modificata a piacere. Ciò significa che puoi inventare un linguaggio tutto tuo e, magari, condividerlo con gli amici. Potrebbe perfino diventare il vostro linguaggio segreto per scambiarvi messaggi “in codice” (attento, però: è un codice fin troppo facile da decifrare per chiunque abbia la pazienza necessaria).

Nota: nella tabella ci sono alcune sigle che hanno un significato particolare.

“spc” sta per “space”, ed è lo spazio che di solito si mette tra una parola e l’altra. Puoi sostituirlo ma non te lo consiglio.

“HOP”, “RI”, “SS3”, “DCS”, “OSC” sono sigle sulle quali, francamente, non ho indagato più di tanto; saranno sicuramente acronimi in inglese, ma non so cosa significhino. Be’, tanto ho impostato il programma in modo che non si possano modificare.

“nbsp” significa “non-breaking space”, ed è un tipo di spazio che, posto tra una parola e l’altra, le separa visivamente ma fa in modo che il PC continui a considerarle un tutt’uno. Puoi sostituirlo, ma non te lo consiglio.

La tavola di conversione modificata può essere registrata per mezzo del pulsante “Salva…”. Ovviamente, puoi ricaricare le tavole di conversione salvate per un uso successivo usando il pulsante “Carica…”.

Nota: i file salvati, devono avere estensione .i2g; in caso contrario non sarai in grado di ricaricarli per un uso successivo.

Salvando una tavola di conversione nella stessa cartella dove si trova il programma ed attribuendole il nome speciale tavola_dflt.i2g, fai in modo che il programma carichi automaticamente quella tavola ad ogni lancio. Questa caratteristica ti risulterà molto comoda se deciderai di preparare un codice tutto tuo da usare ogni volta senza doverlo caricare “manualmente”.

C’è altro?

Sì, i ringraziamenti.

Mi hanno spinto a realizzare questo programma la curiosità e il sano senso dell’umorismo espressi da Letizia e Gabriele durante una lezione su tutt’altro argomento.

Si parlava, pensa un po’, di dodecafonia, un linguaggio musicale “artificiale” concepito e realizzato da Arnold Schönberg ad inizio ‘900. L’osservazione secondo la quale un linguaggio musicale artificiale è un linguaggio destinato a non essere compreso (e quindi apprezzato) dal pubblico ha fatto scattare la molla creativa, e Letizia e Gabriele hanno immaginato di fare qualcosa del genere con il linguaggio parlato, invertendo l’ordine delle lettere dell’alfabeto. Sadici, hanno immaginato me che tentavo invano di farmi capire usando quel linguaggio, e l’hanno chiamato carpanese (prova a tradurre golbonisi…). Sfrontati, hanno avuto la faccia tosta di dirmelo, e lì è scattata la mia molla creativa… et voilà, ecco il traduttore!

Decidi tu se è il caso di ringraziare Letizia e Gabriele o di prendersela con loro. :)

 

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