Il Barocco
aspetti musicali
Indice

Contesto

Il Barocco musicale copre l’intero XVII secolo e la prima metà del XVIII. Si colloca quindi tra il Rinascimento e il Classicismo.
In quell’epoca l’arte, quindi anche la musica, era intesa come mezzo per impressionare, per stupire e per mettere in mostra rango e prestigio del mecenate. Per questo l’arte barocca è spesso caratterizzata da un gusto che oggi alcuni definiscono “magniloquente” o perfino “eccessivo”.

Durante l’epoca barocca, il musicista era considerato a tutti gli effetti un membro della servitù. La carriera dei musicisti più prestigiosi (ma non necessariamente più rappresentativi) assumeva la forma della dipendenza da un aristocratico, al quale dovevano garantire sottomissione ed obbedienza per evitare di cadere in disgrazia e, di conseguenza, in miseria. Probabilmente per aumentarne il grado di dipendenza, la retribuzione veniva spesso concessa al musicista di corte nella forma prevalente di beni o servizi anziché in denaro. All’originalità artistica si preferivano la prontezza e l’affidabilità nell’esecuzione dei compiti assegnati. La quantità del lavoro svolto e la sua aderenza agli standard imposti spesso erano preferiti rispetto all’originalità.

Caratteristiche

Caratteristiche fondamentali della musica barocca sono:

  1. graduale ridimensionamento del ricorso al contrappunto
  2. crescente apprezzamento per la monodia accompagnata
  3. codifica e consolidamento dell’armonia moderna
  4. pervasività del basso continuo
  5. apprezzamento per l’ornamentazione
  6. apprezzamento per il virtuosismo, in particolare vocale
  7. ricorso all’improvvisazione
  8. prevalenza della dinamica “a terrazze”
  9. insistenza nell’uso delle progressioni
  10. standardizzazione delle timbriche strumentali

Forme profane

Concerto grosso

È una forma strumentale per orchestra che risale alla metà del XVII secolo circa. La sua caratteristica più evidente è la divisione dell’orchestra in due sezioni, l’una di maggiori dimensioni (chiamata grosso o tutti), l’altra più ristretta (chiamata concertino o soli). Un’altra caratteristica evidente è la divisione in tre movimenti. Nel concerto all’italiana, i tre movimenti sono di solito nell’ordine veloce/lento/veloce.

Concerto solista

È molto simile al concerto grosso, ma col “concertino” ridotto ad un solo musicista col ruolo di solista. Al solista viene spesso assegnata una parte virtuosistica per metterne in evidenza la bravura.

Sonata

La sonata barocca segue prevalentemente il modello della cosiddetta “sonata a tre”, il cui organico è costituito dal basso continuo e da due strumenti melodici. A partire dalla seconda metà del XVII secolo la sonata a tre si divide in due tipi: la sonata da chiesa, inizialmente destinata a sostituire le parti mancanti della liturgia vocale e quindi piuttosto austera, e la sonata da camera, destinata in origine all’intrattenimento e quindi più simile alle forme di danza dell’epoca.

Suite

La suite è una forma costituita da una serie di danze piuttosto brevi, alternate tra lente e veloci. Benché le sue parti seguano schemi ritmici tipici delle danze tradizionali, in epoca barocca la suite era di solito concepita per l’ascolto, non per il ballo. Tra le danze più praticate vale la pena citare allemanda, corrente, sarabanda e giga, ma anche gavotta, siciliana, bourrée, minuetto, musetta, polacca, passacaglia e ciaccona. Non di rado la suite barocca era preceduta da un preludio.

Melodramma

Oggi più comunemente chiamato “opera lirica” o, più brevemente, “opera”, è una forma d’arte che impiega contemporaneamente più linguaggi artistici differenti: letteratura, musica, scenografia, coreografia. Il tutto nel contesto d’un ampio spettacolo teatrale in più atti nel quale gli attori mettono in scena una vicenda cantando in costume, accompagnati da un’orchestra.

Il melodramma nacque a Firenze verso la fine del XVI secolo e si affermò soprattutto a Roma, Venezia e Napoli. Inizialmente era uno spettacolo destinato ad esecuzioni private nei teatri di corte, ma con l’andar del tempo si diffuse anche nei teatri pubblici, ove poteva accedere chiunque disponesse dell’ingente quantità di denaro richiesta (teatri “pubblici” di nome, quindi, ma nei fatti riservati solo alle classi privilegiate).

In epoca barocca alternava arie e recitativi (un’aria è una parte dell’opera nella quale la musica, più curata, attira l’attenzione mettendo in second’ordine il testo e lo scorrere della vicenda; per converso, un recitativo è una parte dell’opera nella quale il testo e l’azione scenica prevalgono su una musica piuttosto povera).

Tradizionalmente, colui che viene ricordato come il primo grande operista di quei tempi è Claudio Monteverdi ma, visto il grande successo del genere, furono moltissimi gli autori che ci si dedicarono.

Sul finire dell’epoca barocca, il melodramma si differenziò nei due sottogeneri dell’opera seria e dell’opera buffa.

Cantata

Forma vocale con una certa affinità col melodramma, ma di proporzioni più ridotte. L’esecuzione avviene senza apparato scenico.

Le cantate possono essere profane, solitamente con argomento mitologico o storico, oppure sacre, ispirate perlopiù a vicende tratte dalle “sacre scritture”, in latino o in lingue moderne.

Forme sacre

Corale

Dopo l’avvento della riforma luterana nei Paesi del Nord Europa, il termine “corale” identifica il canto liturgico in lingua tedesca proprio della religione protestante.

Oratorio

È una composizione musicale d’ispirazione religiosa ma non liturgica, presentata in forma narrativa senza rappresentazione scenica. La musica ha lo stesso carattere e il medesimo stile del melodramma teatrale.

Strumenti

In epoca barocca ebbero un ruolo particolarmente importante gli strumenti dedicati all’esecuzione del basso continuo, un tipo di accompagnamento che caratterizza praticamente tutta la produzione musicale del tempo. Fra gli strumenti impiegati, quelli d’uso prevalente erano il clavicembalo, il liuto e l’organo.

Nell’epoca barocca si ridusse la varietà degli strumenti utilizzati: mentre nel XVI secolo molti strumenti erano costruiti in taglie differenti (spesso classificate come soprano, contralto, tenore e basso), nella prima metà del XVII secolo in ciascun gruppo si privilegiò un’unica taglia. Un’eccezione è la famiglia delle viole, per le quali si consolidarono i quattro strumenti ad arco tutt’ora in uso (violino, viola, violoncello e contrabbasso). Accanto ad essi, presenti pressoché in ogni insieme orchestrale, gli strumenti più usati erano flauto, oboe, tromba e corno.

In ogni chiesa era presente un organo, ovviamente con caratteristiche molto varie, condizionate dalle disponibilità economiche locali.

Autori

Claudio Monteverdi
Girolamo Frescobaldi
Giacomo Carissimi
Marc-Antoine Charpentier
Johann Pachelbel

Arcangelo Corelli
Henry Purcell
Alessandro Scarlatti
Jean-Baptiste Lully
François Couperin

Tommaso Albinoni
Antonio Vivaldi
Georg Philipp Telemann
Jean-Philippe Rameau
Johann Sebastian Bach

Domenico Scarlatti
Georg Friedrich Händel
Benedetto Marcello
Giovanni Battista Pergolesi

 

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